Tessuti

Tipologia: piviale, dalmatica, stola, manipolo, velo omerale, velo da calice
Epoca: sec. XIX
Autore: Manifattura italiana (ambito napoletano?)
Materia e tecnica: taffetas gros de Tours cremisi con ricami in oro
Dimensioni: – piviale cm. 197 x 300
– dalmatica cm. 120 x 1
12
– stola cm. 243 x 23
– manipolo cm. 89 x 22
– velo omerale cm. 236 x 52
– velo da calice cm. 63 x 63
Stato di conservazione: buono
Provenienza: Ugento, Museo diocesano (già nella cattedrale dell’Assunta)
Note: applicato sul piviale e sulla dalmatica lo stemma del vescovo di Ugento mons. Francesco Bruni (1837-1863)

Descrizione

Il parato, composto da piviale, dalmatica, stola, manipolo, velo omerale, velo da calice, è stato realizzato con l’episcopato di mons. Francesco Bruni (1837-1863), come testimonia l’applicazione del lo stemma del prelato sulla dalmatica e sul piviale.
Il ricercato dinamismo del decoro, unito alla raffinata ma semplicistica soluzione formale di alcuni elementi del disegno e all’assenza dell’articolazione compositiva presente nei modelli del primo Settecento, fanno propendere per una rielaborazione ottocentesca di modelli precedenti, da una manifattura di maturata esperienza.
Sul tessuto di fondo rosso della Dalmatica o tonacella si stagliano esili tralci fogliati, che si sviluppano verticalmente in modo simmetrico-speculare sull’asse centrale, sui quali si inseriscono piccole infiorescenze simili a tulipani, anemoni, boccioli di rose, garofani e narcisi che creano con un andamento sinuoso un disegno armonioso ed elegante, per niente eccessivo. Ricamo in oro è eseguito con la tecnica del punto steso per le foglie fermato con filo di seta giallo; i fiori invece sono dei piccoli capolavori pittorici a punto raso (detto anche punto pittura, poiché imita un dipinto) con sete policrome bianche, gialle, azzurre e verdi.
Due stretti galloni dorati intrecciati simili ai tralci del disegno, corrono verticalmente lungo la dalmantica tracciando una colonna con una serie di ovoidi; lo stesso motivo si ripete sullo scollo e sulle maniche. Un gallone dorato alto un centimetro, ornato di forme geometriche triangolari, delimita tutto l’abito. La dalmatica, di forma trapezoidale, è aperta lungo i fianchi e viene fermata con fettucce rosse sotto il gomito e la zona ascellare. La fodera è in taffetas di seta gialla.
Sull’intera superficie del Piviale sono riportati gli stessi elementi floreali della dalmatica. Lo scudo è fermato sul piviale da tre finti pomi dorati e rifinito da una frangia di filo d’oro ritorto. Il finto gallone della tonacella si ripete sullo stolone del piviale, dalla nuca verso l’esterno. Un pectorale ricamato lo tiene unito per mezzo di ganci interni. La fodera è sempre in taffetas di seta gialla.
Sul Velo omerale e sul Velo da Calice si ripete il decoro con l’aggiunta del monogramma di Cristo in un’ostia raggiata; sulla Stola e sul Manipolo a spatola è richiamato il motivo della tonacella.
L.M.
Bibliografia: Poso – Peri 1999, p. 127.