Libri

COLLECTANEA / DOCTORUM / TAM VETERUM, / QUAM RECENTIORUM / IN IUS PONTIFICIUM UNIVERSUM. / TOMUS PRIMUS. / IN QUO / Duo priores Decretalium libri continentur. / Auctore / AUGUSTINO BARBOSA I.V.D. LUSITANO, / Protonotario Apostolico, & S. Congregationis Indicis Consultore.
Pubblicazione: LUGDUNI : Sumptibus LAURENTII DURAND., M.DC.XXXVII.
Descrizione fisica: [6]; [16], 742, [2] p.; 32 cm
Note generali: Iniziali e fregi xil.
Marca tipografica
Ritratto dell’autore alla c. 6
Legatura rigida fine sec. XVIII inizi XIX e sul dorso tit. ms
Note di possesso: Front.: Cesaris de Miti
Stato di conservazione: Discreto
Paese di pubblicazione: FRA
Lingua di pubblicazione: Lat.
Provenienza attuale: Ugento, Biblioteca Diocesana “Mons. Vito Tonti”
Inventario e collocazione: PR155; 5 C 12

Descrizione

La biblioteca diocesana di Ugento conserva del vescovo Agostino Barbosa l’intera Collectanea Doctorum tam veterum, quam recentiorum in ius Pontificium Universum, composta da cinque volumi stampati nel 1637 per i tipi di Laurent Durand a Lione, tipografo già navigato nella pubblicazione e diffusione di testi di natura giuridica. Come si evince dalle nuove coperte rivestite di carta e pergamena, la piccola raccolta libraria venne rinnovata con un una legatura rigida, operazione databile agli inizi del XIX sec.
La marca tipografica al centro illustra l’allegoria dell’Aurora. Il paesaggio costiero è tratteggiato con gusto arcadico; compare a destra su una ripida falesia un maestoso edificio in rovina, mentre al centro si apre un anfratto marino dove in lontananza naviga un’imbarcazione a vela. La scena è dominata dall’alto dall’Aurora, seduta su un carro guidato da Pegaso; la donna con la mano destra lascia cadere dei fiori, invece con la sinistra regge una torcia accesa. Echeggia nella rappresentazione un gusto antiquario rinascimentale, in particolare nella scelta dell’incisore di utilizzare una conchiglia a mo’ di sedile.
La cornice presenta in alto il cartiglio IN VIA VIRTUTI(S) NULLA EST VIA, seguito al lato sinistro dalla rappresentazione allegorica della Fama: una donna alata impegnata a far squillare una tromba. A destra, come la dea Cerere, è impressa invece l’Abbondanza: adornata da una corona di spighe, la donna regge il “corno della dovizia” carico di frutti e primizie, mentre con l’altra mano impugna il falcetto della messe.
In basso al centro, retti da due putti, sono visibili due stemmi. Il primo raffigura un sole, tre stelle ed un monte a tre cime; il secondo riporta il monogramma fonogrammatico dello stampatore Laurent Durand.
C.V.M.
Bibliografica: Morciano, 2012, p. 24.