Argenti

Epoca: 1649
Autore: argentiere napoletano
Tecnica: ottone dorato, sbalzato, inciso; argento sbalzato e inciso
Misure: cm. 48,5 x 12,5
Stato di conservazione: discreto, sono assenti due raggi fiammeggianti dalla teca e duratura in più parti
Provenienza: Ugento, Museo diocesano (già nella cattedrale dell’Assunta)
Iscrizioni: sotto il piede AUGUSTINUS BARBOSA
EPS. UGENTINUS

Descrizione

Il manufatto, realizzato a getto e finemente cesellato, è stato concepito come ostensorio ed è stato adibito, nel corso dell’episcopato di Francesco Bruni (1837-1863), a reliquiario.
Il reliquiario del tipo ostensoriale presenta un piede circolare, decorato da due giri concentrici dei quali quello più esterno arricchito da motivi fitomorfi, mentre quello interno decorato da volute che sorreggono rosette. Il fusto è costituito dal nodo principale a vasetto decorato con lobatura apicale a baccelli e alla da foglie d’acanto; il nodo principale, simile a quello a balaustro, è preceduto e seguito da nodi secondari di raccordo a disco e a rocchetto, decorati da giri di foglie lanceolate e ovaleggianti (Peri 1999, p. 45-46).
Il cherubino ad ali spiegate funge da raccordo tra fusto e ricettacolo che si innesta “a baionetta”.
La teca è circolare e raggiata, incorniciata da motivi vegetali stilizzati: la raggiera, in argento, intervalla i dardi dritti con quelli fiammeggianti curvilinei; entrambe le tipologie sono ravvivate da testine angeliche incise. Assai diffusa è la tipologia di questa teca, definita “a sole” e probabilmente ispirato dal salmo 18,6 “in sole posuit tabernaculum suum” (Egli ha posto nel sole la sua abitazione). La terminazione è caratterizzata da una crocetta apicale con braccia gigliate, dal cui incrocio si dipartono raggi; sul retro della stessa, compare un sole stilizzato.
L’iscrizione a caratteri capitali AUGUSTINUS BARBOSA EPS. UGENTINUS è incisa sotto il piede circolare, a racchiudere lo stemma del vescovo lusitano.
Nel censimento del 1819 (ASDU), risulta inventariato “Un ostensorio piccolo di argento col piede di rame indorato per l’esposizione del Santissimo collo stemma ed epigrafe di mons. Barbosa”: potrebbe trattarsi dell’oggetto preso in esame in questa scheda, prima della trasformazione a reliquiario atta a custodire la reliquia della santa croce, citata tra l’altro nell’inventario degli arredi sacri del 1894, ornata da un merletto e che conserva il sigillo vescovile di Bruni sul retro.
Secondo Peri (1999, pp. 45-46), il manufatto presenta stringenti analogie formali ed esecutive con un ostensorio del 1637 conservato nella cattedrale di Ostuni.
Non deve meravigliare la “conversione d’uso” del manufatto: nelle Instructiones di san Carlo Borromeo si da la disposizione per gli ostensori, al fine di migliorare la visibilità dell’eucaristia, di farli somigliare alla forma dei reliquiari.
Al nome del teologo Barbosa sono legati importanti testi ma anche consistenti tracce nell’unico anno di episcopato come la parziale visita ad limina a Gemini e la Teca eucaristica, custodita sempre nella stessa frazione.
S.C.
Bibliografia: Asdu 1; Peri 1999, pp. 45-46; Borromei 2000.