Ostensorio

Messale
13 giugno 2017
San Francesco Saverio
7 febbraio 2017

Ostensorio

  • Epoca: 1789
  • Autore: argentiere napoletano
  • Tecnica: argento sbalzato, bulinato, a fusione, ottone dorato cm. 77 x 25
  • Stato di conservazione: buono, ossidazione
  • Provenienza: Ugento, Museo diocesano (già a Tricase, chiesa della Natività Beata Maria Vergine)
  • Iscrizioni: sotto il piede PER DIVOZIONE LA FECE IL SIG. DON VINCENZO VINCENTI DI TRICASE IN MAGGIO DEL 1789

Descrizione

Il fusto è costituito da una base decorata da volute laterali sul quale si innesta un globo in ottone dorato decorato da una base composta da testine cherubiche e sul quale insiste una coppia angelica a tutto tondo: una prima figura regge una grande cornucopia dalla quale fuoriescono frutti e grappoli d’uva, mentre l’altra regge con la mano destra un grappolo d’uva. Più in alto è posto un cuore coronato di spine e ravvivato in basso dalla presenza di spighe di grano. Segue un motivo decorativo fogliato a calice che si congiunge con la raggiera: la teca ha forma circolare, ma mistilinea, in quanto composto da piccoli segmenti mentre più esternamente compaiono testine angeliche che fuoriescono dal turbinio di nubi, a loro volta circondati da una corona che lega grappoli d’uva, pampini e foglie di vite. La doppia raggiera, è composta da dardi modanati irregolari con intervallate fasce di raggi d’argento con quelli dorati. L’elaborato fastigio vede una base mistilinea con un covo di spighe di grano, ennesima riproposizione di un simbolo eucaristico.
Segnalato da Scarascia (1978, p. 165), l’opera fu commissionata dalla nobile famiglia dei Vincenti, già presente a Tricase dalla metà del Quattrocento e il cui stemma è ancora oggi visibile all’interno della chiesa di San Domenico, sul fastigio dell’altare di San Giuseppe del 1714 (Peluso 2008, p. 173).
Come segnalato da Boraccesi, il punzone camerale NAP/789 conferma la datazione e la provenienza napoletana; la base e la raggiera presenta stringenti analogie con l’ostensorio custodito nella chiesa di Sant’Andrea di Presicce del 1798 (Peri 1999, p. 108).
S.C.