Calice

Pastorale
3 febbraio 2017
San Pasquale Baylon
3 febbraio 2017

Calice

Epoca: XVI secolo, metà
Autore: argentiere salentino (?)
Tecnica: argento sbalzato, bulinato, inciso
Misure: cm. 22,5 x 14
Stato di conservazione: buono
Provenienza: Ugento, chiesa di Sant’Antonio
Iscrizioni: sulla base + QUESTO CALICE LO A FACTO FARE ARMINIA ARFARANA DE LA CITA· D· UGENTO· A LA ECCLESIA D· S· MARIA PER SUA DIVOCIONE

Descrizione

Il calice proviene dalla chiesa di Sant’Antonio da Padova a Ugento, un tempo denominata santa Maria della Pietà.
La superficie del piede è esalobata, con base leggermente aggettante ove è posta l’iscrizione a caratteri cubitali: + QUESTO CALICE LO A FACTO FARE ARMINIA ARFARANA DE LA CIT[T]A’ D’UGENTO A LA ECCLESIA D[I] S. MARIA PER SUA DIVOCIONE. Il piede ha inoltre un orlo traforato a piccoli balaustrini, mentre i sei lobi ospitano il leone (san Marco), bue (san Luca), aquila (san Giovanni) intervallati a tre motivi fitomorfi a foglie d’acanto (assente il quarto evangelista Matteo), eseguiti a sbalzo e a cesello. Lo stesso motivo decorativo si sviluppa lungo il collo, ovvero foglie d’acanto di profilo e contrapposte animano il collo e danno origine ad una foglia d’acanto frontale. Una coroncina di foglie ribattute anima il margine superiore il collo. L’unico nodo presente sul fusto è di forma globulare e rivestito da foglie d’acanto, queste ultime rovesciate nella zona alta del nodo; al centro del nodo compaiono sei dischi, secondo quanto riferito da Boraccesi (2005, p. 109) probabilmente un tempo smaltati. Una sezione composta da triglifi e circonscritto da un piccolo collarino dentellato va a racchiudere il nodo.
Il sottocoppa è liscio e viene delimitato da una doppia filettatura che anticipa la doratura della coppa che prosegue anche all’interno.
Boraccesi propone una datazione di metà Cinquecento, mentre l’esecutore potrebbe essere un orafo salentino, ancora suggestionato dai modi delle composizioni tardogotiche (Boraccesi 2005, p. 109).
La chiesa di Sant’Antonio ha conosciuto un ciclo decorativo nel 1583, come attesta l’scrizione dipinta nella vecchia cappella oggi sita a destra dell’ingresso al museo archeologico, già convento francescano osservante: si potrebbe anche ipotizzare tale datazione anche per l’opera presa in esame.
S.C.