Mostra Crocifissi Lignei del XVII sec. – XVIII sec.

Il libro nel museo. Ipotesi e metodologia di una raccolta rappresentativa della diffusione libraria nella Chiesa del Capo di Leuca
2 febbraio 2017
Morte e Risurrezione in Caravaggio
20 aprile 2017

“Padre perdonali”

01 Giugno – 31 Ottobre 2016

Anno della Misericordia

Mostra Crocifissi Lignei
secc. XVII – XVIII

Ingresso gratuito

Apertura al pubblico

martedì e giovedì
dalle ore 9:00 alle 13:00
sabato e domenica
dalle ore 18:00 alle 22:00

“Padre perdonali”

(Lc 23,34)

Questo anno della misericordia, sono stati raccolti ed esposti, i crocifissi lignei di età moderna, conservati nelle chiese della nostra diocesi. Essi sono i segni della pietà delle nostre popolazioni cristiane di quei secoli, talvolta, tesori di bellezza inestimabile e testimonianze della civiltà artistica del nostro Salento estremo. La mostra li ha riproposti alla nostra attenzione e alla nostra ammirazione. Il mistero di Gesù crocifisso, morente o morto, è il volto della Misericordia del Padre; il più intenso e più umano pegno di speranza per ogni credente in Lui, figlio di Dio, e per ogni uomo che va cercando il senso ultimo dell’esistenza. La mostra è stata inaugurata l’ 11 Marzo 2016, quando è stato presentato il pregevole catalogo del museo da Mons. Giancarlo Santi, presidente emerito dell’Associazione dei Musei Ecclesiastici d’ Italia; e si è conclusa il 29 Novembre seguente, insieme con la chiusura dell’Anno Santo della Misericordia, donato da Papa Francesco a tutto il mondo cattolico. Numerosi sono stati i visitatori, soprattutto nei mesi estivi, quando gli esploratori della bellezza salentina sono venuti nei sotterranei della Cattedrale per godere l’esposizione artistico- religiosa dei crocifissi lignei del Seicento e del Settecento.

Sono stati quindici. Quasi la metà sono croci processionali; alcuni sono sugli altari o nelle sagrestie delle chiese; altri provengono da collezioni private. Vale la pena darne l’elenco preciso che evidenzia la provenienza, l’attuale collocazione e la datazione di ciascuno:

1) V. Genuino, Crocifisso, XVII sec., Gagliano del Capo, chiesa matrice, altare del Crocifisso

2) V. Genuino (attr.), Crocifisso processionale, XVII sec., Salve, chiesa matrice, sacrestia

3) V. Genuino (attr.), Crocifisso processionale, XVII sec., Ruffano, chiesa matrice, sacrestia

4) V. Genuino (attr.)Crocifisso processionale, XVII sec., Tricase, chiesa matrice, cripta Madonna di Pompei

5) Crocifisso processionale, XVII sec., Tricase, chiesa di sant’Angelo

6) Crocifisso processionale, XVII sec., Sant’Eufemia (Tricase), chiesa di S. Nicola

7) Crocifisso processionale, XVII sec., Patù, chiesa matrice, sacrestia

8) Crocifisso processionale, XVII sec., Giuliano, chiesa matrice, sacrestia (già nella chiesa di Santa Maria del Canneto)

9) Crocifisso, XVII-XVIII sec., Alessano, chiesa del Crocifisso

10) Fra Pasquale da San Cesario, Crocifisso, Presicce, chiesa di Santa Maria degli Angeli

11) Crocifisso, XVIII sec., Ruffano, chiesa matrice, sacrestia

 

Collezione privata

 

12) Crocifisso, XVII-XVIII sec., Ruffano, collezione privata

13) Crocifisso, XVIII sec., Ruffano, collezione privata

14) Crocifisso, XVIII sec., Corsano, collezione privata

15) Crocifisso, XIX – XX sec., Gemini

Tra gli autori canonici s’impongono Vespasiano Genuino e Fra Pasquale da San Cesario. Di quest’ultimo non sappiamo molto. È certo che gli fu chiesto dai frati del convento dei francescani di S. Maria degli Angeli di Presicce, negli anni a cavallo tra Seicento e Settecento: era destinato ad alimentare la pietà dei frati di quella casa di grande rilievo nella provincia di frati minori e dei fedeli che ruotavano intorno a loro. Anche oggi, questo crocefisso origina un grande impatto emotivo: misura oltre i due metri e raffigura anche tre angeli che nei loro calici raccolgono il sangue versato “per noi” (è il gesto di due di loro) a suscitare coinvolgimento grato (come l’angelo inginocchiato ai suoi piedi).

Di Vespasiano Genuino conosciamo molto di più grazie agli studi recenti di M. Chiara DE SANTIS, Vespasiano Genuino: vita da scultore tra Cinque e Seicento e di Raffaele CASCIARO, Crocefissi di Vespasiano Genuino, in R. CASCIARO (a cura), Vespasiano Genuino. Il restauro e la musealizzazione del Crocefisso di S. Francesco della Scarpa, ed. Umberto Allemandi & Co. Torino 2014, rispettivamente pp. 9 – 28 e 29 – 38.

Si può dire che egli ha dominato la raccolta espositiva con i quattro crocifissi provenienti da Gagliano del Capo, Salve, Ruffano e Tricase. Altre opere sono a Salve, quasi epicentro della sua attività artistica nel Salento meridionale. Di straordinaria bellezza è quello dell’altare del “Calvario” della chiesa parrocchiale di Gagliano del Capo, che è circondato da altre quattro statue della Passione: Cristo alla colonna e Cristo coronato di spine, Maria la Madre desolata e Giovanni l’unico discepolo rimasto sotto la Croce. È davvero impressionante la capacità espressiva di questo artista religioso del dramma redentivo dell’umanità. La mostra ugentina lo ha evidenziato qui, come altre mostre degli anni passati a Lecce e in Europa lo hanno imposto all’attenzione degli studiosi della civiltà figurativa del Salento. Altrettanto ammirato quello della sagrestia della chiesa parrocchiale di Salve come è uscito dal recente restauro. Vespasiano Genuino, nato a Gallipoli il 25 Settembre 1552 e morto poco dopo il 22 Maggio 1637, ha lasciato tracce della sua attività artistica fino a Lecce, Campi Salentina, Squinzano, Manduria, Mesagne, Martina Franca e Rutigliano in terra di Bari.

A questi crocefissi lignei che la mostra ugentina ha evidenziato, bisogna aggiungere, per non dimenticarli, le centinaia di crocefissi di altro materiale. Alcuni di essi sono anche più antichi e importanti per la storia religiosa e culturale del territorio, dalla Croce astile di Barbarano del 1430 a quella dell’ex Cattedrale di Alessano dello stesso secolo, fino all’ultimo, pur esso significativo, della nuova chiesa parrocchiale di Acquarica del Capo, prodotto dal fabbro artista Giacinto Nuzzo di Taurisano, degli anni ’70 del Novecento.

Rappresentano tutti quel filone culturale che si è esposto nel corso dei secoli moderni: il mistero della divina redenzione attraverso il sacrificio del Figlio di Dio sulla Croce. Esso si sovrappose a quello più antico che guardava al Risorto come segno definitivo della vittoria sulla morte e sul peccato. Dalle nostre parti lo si vede nella cuspide della facciata della chiesa della Madonna della Strada di Taurisano del secolo XIII – XIV: l’Agnello immolato come descritto dall’Apocalisse, dice che il morto è risorto e vivente ancora a dire l’infinito amore misericordioso del Padre verso l’intera umanità. Il popolo cristiano, oggi, ha bisogno di fare sua questa certezza e di vivere di questa unica speranza.

Come si vede il museo diocesano, con le sue iniziative, va guadagnando il suo ruolo di centro artistico e culturale e la sua vocazione evangelizzatrice.

crocifisso